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Wade Guyton, Untitled, 2002
the artist

A little more
conversation

by Wade Guyton e T.J. Wilcox

Quanto può essere difficile per due artisti, amici di vecchia data, organizzare una conversazione per un magazine d’arte? Apparentemente un’impresa insormontabile. Ma poi emerge un sospetto che, avanzando nella lettura, diviene certezza: fra aftershow a base di margaritas, computer decrepiti e stampanti bollite, questo balletto di sms, chiacchiere mondane e procrastinazioni si rivela un ottimo stratagemma – l’equivalente verbale di un motivo jazz – per condurci, senza che nemmeno ce ne accorgiamo, dentro le fucine di wade guyton e t.J. Wilcox, nel vivo della pratica e dell’occasione che genera un’opera...


25 nov 2008, 13:16 T. J.: ciao, ieri ti ho lasciato un sms x quel magazine italiano - hai pensato all'argomento?

10 dic 2008, 10:29 Wade: hai trovato Christian Scheidemann? ehi, lo so ke abbiamo deciso di fare la conversazione oggi o domani, ma nn è ke possiamo rimandare?

10 dic 2008, 16:01 T. J. : sono stato da Herr Scheidemann - che tipo simpatico - me ne sono ricordato solo a vederlo, ma lo avevo conosciuto un sacco di tempo fa - mi sa che sarà Gavin a spedire la roba. comunque vuole che appiccichi tutto come Kelley con i mattoni. secondo te posso andare da K per vedere come fanno loro? mando una seconda parte x Mousse. T. J.: ieri sera ho trovato il mio registratore. ti hanno detto se ci serve qualcosa? grazie per esserti messo in contatto tu con loro, se hai bisogno di qualcosa dimmi pure. fammi sapere quando sei libero - non vedo l'ora, almeno ci vediamo! t.

10 dic 2008, 12:18 Wade: vorrebbero qualcosa per natale... x Kelley non ci saranno problemi, tranquillo. chiedi a lui.

17 dic 2008, 12:18 Wade: domani?

17 dic 2008, 20:51 T. J. : ok

20 dic 2008, 15:39 T. J. : mi ha fatto piacere incontrarti ieri sera Wade... pare che non abbiamo fatto molti progressi per l'Italia. Wade: uggghhhh, sono ancora sbronzo - troppi margaritas da quattro soldi. facciamo x lun?

22 dic 2008, 16:30 Wade: alle 18.45 è troppo tardi? T. J. : no problem - scrivimi il tuo indirizzo Wade: 39 west 38. Btw

5/6 23 dic 2008, 9:45 Wade: ciao, ho ricevuto una mail da Edoardo di Mousse, mi sa che dobbiamo farla questa conversazione

23 dic 2008, 12:35 T. J. : quando vuoi - io pensavo a una cosa rilassata... in questi anni abbiamo conversato nei bar, in spiaggia, in studio, in barca ecc... ma al momento sono così oberato dal lavoro che forse stavolta dovremo arrangiarci via Iphone/sms... per te va bene?

23 dic 2008, 14:21 Wade: forse è meglio. sono in studio a montare le tele per Milano... ancora non ho idea di cosa salterà fuori, comunque - cosa sceglierò per la mostra. sto facendo qualche quadro a righe ispirato al costume di quel tizio nel manifesto del Portikus... una specie di monocromi frammentati

23 dic 2008, 14:23 T. J. : quando sono al mare, i costumi da bagno mi sembrano sempre spiacevoli interruzioni - una letterale frammentazione del monocromo (della pelle). staremmo tutti meglio nudi (visivamente, almeno)... o coperti da capo a piedi... insomma, i costumi non mi convincono. tu forse la pensi diversamente. in fondo il costume del tizio del manifesto ti piace, vero?

23 dic 2008, 14:24 Wade: non sono un nudista. l'abito ha una
grossa cucitura al centro - come le mie stampe.

23 dic 2008, 17:30 T. J. : (è un po' che non ti sento, sarai molto occupato a stendere le tele... riprendo da dove eravamo rimasti) sono felice di parlarti in questo momento perché tutti e 2 siamo a new york ma con la testa a milano. una cosa che mi ha influenzato nella preparazione di questa mostra è stata una conoscenza frammentaria e casuale di Milano, ma, pur essendo lacunosa, rappresenta bene certe mie fisse attuali (o ricorrenti). ti faccio un paio di esempi: mi è sempre piaciuta la produzione di Fornasetti, e volevo che il lavoro x Milano fosse un po' un omaggio ai suoi oggetti. poi... uno dei soggetti del nuovo film che esporrò è una donna che si chiamava Marchesa Luisa Casati - di origini milanesi. condusse una vita molto stravagante a Venezia, dove a tarda notte faceva bagni di luna con pelliccia e diversi giri di perle, scortata per piazza San Marco dai suoi ghepardi con lunghi guinzagli tempestati di diamanti.

23 dic 2008, 17:53 Wade: interessante: entrambi i tuoi progetti sono nati da qualcuno che faceva il bagno!

23 dic 2008 23:37 T. J. : che giornata. ho avuto tanto da fare per il lavoro che ho completamente ignorato il natale... fino a oggi. sapevi che a new york si può comprare un'anatra a mezzanotte?sono anche andato con Helene a bere margaritas all'Odeon. non ci andavo da una vita ma dopo tutti questi anni rimane un posto carino. negli anni 80, lei e Janelle ci facevano i loro primi aftershow. comunque le ho detto di Milano e di noi 2 e lei ha detto che suona divertente e vuole venire anche lei.

25 dic 2008, 00:56 T. J. : buon natale. t.

25 dic 2008, 15:15 Wade: ehi, buon natale a te... domani continuiamo!

26 dic 2008, 15:50 T. J. : come sono andate le feste?

26 dic 2008, 16:01 Wade: una meraviglia. ma adesso sono già al lavoro... ho appena incontrato il tuo gallerista Jimmy. Sembra in gamba, un tipo easy...

26 dic 2008, 17:41 T. J. : è tranquillo, sì... al momento ce l'ho a morte con lui, ma sono certo che saprà rimediare alla stupidaggine che ha fatto... volevo farmi tutta la giornata in studio ma sono appena arrivato... mi aspetta una lunga nottata. qui c'è la bottiglia di Scotch per l'ubriacone che guida l'ascensore, ancora impacchettata ... abbiamo tanto rimuginato se fosse un bene o un male dargli altra roba da bere, visto che già esagera di suo. almeno gli regaliamo qualcosa che gli piace davvero. comunque sarebbe poco cortese se passassi tutta la notte qua dentro e la inaugurassi io...

26 dic 2008, 20:48 Wade: strano. anche il tipo del mio ascensore ha un debole x il Jack Daniels per cui non facciamo che offrirgli whiskey. è una palla portare i lavori fuori dallo studio perché ho solo quel piccolo montacarichi e devo fare i quadri di quella grandezza. ce ne vuole per tenersi buono Ralph. la gente, secondo me, non pensa mai alla fisicità dei quadri - la loro composizione è legata ai limiti della stampante ma anche alla superficie del mio pavimento e alla dimensione del mio ascensore!

26 dic 2008, 21:46 T. J. : avendo passato gran parte della mia vita artistica a new york so bene quanto valga lo spazio qui... penso sempre che queste limitazioni ti costringano a riflettere di più su quello che fai e come - il budget, la troupe e l'attrezzatura dei miei film sono sempre stati molto modesti per scelta (o anche per mancanza di)... mi sembra una sfida interessante filmare
(che so) la "Cina" nella propria stanza da letto piuttosto che volare lì con tutta la baracca. mi è molto piaciuto, un paio di anni fa, vedere la casa di Pollock a Springs, Long Island,- i primi drip paintings furono dipinti in una stanza da letto al piano superiore della loro vecchia cascina - le stesse tele che oggi associamo con enormi spazi espositivi modernisti in realtà riflettono le dimensioni di un interno domestico ottocentesco. e mi fa piacere che qualcun altro stia oliando gli ingranaggi di new york city con qualche buona bottiglia - male non fa mai, spesso aiuta.


Wade Guyton, Untitled, 2007
courtesy: Galerie Gisela Capitain, Cologne

26 dic 2008, 23:46 T. J. : è tardi e sto per finire ma mi è successa una cosa stranissima e so che a te era capitato qualcosa di simile... ho aperto un nuovo rotolo del mylar su cui sto stampando i vari elementi che saranno ritagliati e combinati nei disegni a collage - è tutta la sera che stampo - ma il rotolo sta reagendo all'inchiostro in modo nuovo e inatteso (come se screpolasse l'immagine). l'effetto mi pare bellissimo ma ancora una volta mi viene ribadito quanto sia grande il margine di variazione, imprevisto e caos in un sistema di produzione meccanico e digitale che dovrebbe risultare sempre uniforme. è una bomba.

27 dic 2008, 10:15 Wade: sì, da come lo descrivi sembra forte, ma nella mia esperienza, anche se di tanto in tanto un errore della stampante mi diverte, l'imprevisto ha causato più frustrazione che entusiasmo. il motivo per cui ho iniziato a fare i quadri neri era proprio l'irregolarità del materiale - la tela, che a sentire i produttori in Provenza è la stessa di sempre, in realtà è cambiata: i quadri venivano tutti uno schifo e ho dovuto iniziare a stamparci strati su strati di nero. direi che non mi posso lamentare perché da quel disastro è nata una intera serie di lavori nuovi ma all'epoca era stato parecchio frustrante ... Wade: ah, non ho mai pensato di chiederti una cosa... nei tuoi film o quando hai iniziato la prima volta a girare, hai mai fatto una scoperta simile con la pellicola o la telecamera che poi abbia strutturato il tuo lavoro? è chiaro che esiste un'intensa negoziazione tra il tecnologico e l'artigianale, e mi pare che risulti particolarmente evidente nelle scelte narrative o di soggetto, ma è mai successo che una cosa andata storta nel processo produttivo abbia modificato il modo in cui realizzavi i film?

27 dic 2008, 10:39 T. J.: beh, tanto per cominciare è vero, questi "errori" nel processo possono senz'altro essere frustranti e non portare a niente (e forse questa è la norma)... ma come dici tu, a volte... ricordo di aver visitato il tuo studio in una notte d'estate incredibilmente torrida e afosa e i tuoi quadri non volevano asciugarsi. quando finalmente si sono asciugati, il calore e l'umidità avevano creato una superficie che ti piaceva molto. T. J.: mi viene il mal di mare a mandare sms dal taxi. ti scrivo dopo dallo studio.

27 dic 2008, 11:17 Wade: quella sera fu allucinante. nello studio c'erano 50 gradi e sudavamo come pazzi... e quei nuovi dipinti con il fuoco sembravano sul punto di sciogliersi. da quando ho messo l'aria condizionata non sono più riuscito a riprodurre quell'effetto.

27 dic 2008, 12:19 T. J. : l'argomento è molto interessante - in genere, per ogni conquista tecnologica (nel tuo caso,il condizionatore) si perde qualcosa. a me è successo con qualsiasi apparecchiatura nuova abbia usato - agli inizi della mia attività ne ho avuto un ottimo esempio con i primi tentativi di transizione del supporto dalla pellicola al video. te lo vendevano come uno scambio alla pari, equivalente - dal film al video - mentre in realtà erano due mezzi completamente diversi. il film in pellicola, anche al livello più infimo e amatoriale, aveva una ricchezza visiva mille volte maggiore, una grana più fine, uno spettro di colori infinitamente più ampio ecc. rispetto al video. mi sembrava che tanti video artistici finissero per assomigliare a un reality show di serie B per via dello squallido formato da reportage in cui erano girati. T. J.: per quanto riguarda incorporare gli errori... ce ne sono stati talmente tanti.... un esempio semplice è quando una volta ho girato una scena leggermente fuori fuoco - sono andato in panico e mi sono preso la briga di rigirare tutto. solo quando il laboratorio mi ha rimandato entrambi i girati mi sono accorto che la versione fuori fuoco era più efficace per la scena che avevo in mente.

27 dic 2008, 12:36 T. J. : un esempio più complesso è il macchinoso sistema di produzione dei film che ho sviluppato zigzagando tra tipi di media diversi. come ho detto, a causa dei soggetti che volevo riprendere, mi serviva un aspetto "filmico" il più ricco possibile, quindi giravo sempre con il super-8. d'altro canto, però, in post-produzione, volevo aggiungere effetti che andavano al di là delle mie capacità di montatore (titoli, dissolvenze incrociate), così facevo convertire il film in digitale per montarlo, e di nuovo in pellicola per la mostra. a ogni fase del processo di conversione (da un supporto all'altro) i tecnici del laboratorio si preoccupavano di ciò che avrei perso (in termini di risoluzione, pixel e chissà che altro)... a me, invece, sembrava il contrario: a ogni passo in quella giungla tecnologica mi sembrava che il girato acquistasse sfumature, con quegli sbiaditi colori pastello simili a un vecchio tappeto o un arazzo antico - il film prendeva alcune qualità delle storie che raccontavo - attraversava il tempo, le culture, i libri, era tradotto da un linguaggio all'altro - questi passaggi mi sembravano altrettanto interessanti delle storie in sé.

27 dic 2008, 15:16 T. J. : ho appena fatto un errore idiota - non il genere di errore creativo di cui parlavamo (ho tagliato uno dei ghepardi per il collage al contrario) - perché avevo la mente rapita da questa conversazione... in particolare mi è venuto in mente (con una certa sorpresa) che siamo amici e ci guardiamo i lavori a vicenda da almeno dieci anni - ti stavi ancora diplomando quando ci siamo incontrati. all'epoca, ti interessava soprattutto la scultura e la fotografia, ed entrambe rientrano tuttora nella tua pratica, anche se negli ultimi anni hai esposto più che altro pittura. io sono stato all'Art Center di Pasadena, in California, dove ho studiato con gente come Stephen Prina e Mike Kelley. al mio arrivo, facevo quadri e sculture, e quando me ne sono andato stavo iniziando a lavorare con i video. comunque penso che tutti questi mezzi espressivi continuino a essere presenti in ciò che faccio oggi e mi chiedevo cosa pensi tu dei vari mezzi di produzione artistica. Wade: beh, come ricorderai, all'Hunter non combinavo quasi niente... e Robert Morris mi sosteneva parecchio - forse è più corretto dire che mi tollerava. di recente ho fatto la strana esperienza di riguardare alcuni vecchissimi lavori scultorei/ architettonici a cui non pensavo neanche più - e problemi simili si trovano nelle mie foto e nelle sculture ripiegate a specchio. non ho mai smesso di lavorare con il confine tra il fotografico e l'astratto nei quadri - sia quando stampo immagini scannerizzate che quando stendo campi di colore. Wade: soprattutto in pittura mi piace l'idea che lo stesso strumento, la stampante, venga usata per realizzare un quadro fotograficamente leggibile o viceversa astratto/processuale...
mentre gli still fotografici hanno qualcosa di scultoreo. Wade: e naturalmente non riesco a liberarmi dai pavimenti in compensato

27 dic 2008, 21:17 T. J.: sei ancora al lavoro?

28 dic 2008, 00:01 T. J.: ok, smetto - scrivimi domani

28 dic 2008, 12:07 T. J.: ok, pausa di 12 ore - praticamente una vacanza. si torna al lavoro Wade: ancora in "vacanza"... dammi un paio d'ore per collegare il cervello...

29 dic 2008, 00:12 T. J.: sto diventando il Dracula del condominio - esco di nuovo a mezzanotte. oggi non ho concluso niente. e adesso mi lasci qui a parlare da solo... spero che tu sia stato più saggio di me e ti sia preso un giorno libero.

29 dic 2008, 11:56 T. J.: sei ancora vivo? devo far dragare i fiumi? doppio suicidio-omicidio?

29 dic 2008, 13:27 Wade: doppio, anche triplo. purtroppo sono ancora qui... mi dispiace di averti lasciato parlare da solo. sono a stendere le tele... come al solito, non so cosa verrà fuori da questa mostra.

29 dic 2008, 14:17 T. J.: questo non è un male, no? o forse hai in mente una specie di preparazione ideale in cui sai già in anticipo come verrà la mostra?
Wade: è raro che non debba improvvisare sul posto. sono incapace di decifrare le planimetrie. non so perché mi stupisco.

29 dic 2008, 18:25 T. J.: stai avendo qualche problema o ne hai fino al collo? Wade: tutte e 2. scusami

29 dic 2008, 18:50 TJ: prima cosa - niente panico. adesso stai stendendo o stampando?

29 dic 2008, 19:21 Wade: entrambi. sto cercando di capire come funziona con questi quadri rossi. te li ho fatti vedere? in pratica, sono monocromi con diversi strati di rosso, che sono più trasparenti dei neri. tu hai visto quello rosso bianco blu e nero... è strano quello è fermo in studio da mesi - penso di non essere ancora pronto a esporlo o a portarlo avanti. forse l'ho fatto solo per non dover guardare bianchi e neri tutto il tempo. i colori vengono da un disegno che ho fatto molto tempo fa quando non capivo troppo bene dove stavo andando. o forse era stato un incidente, non ricordo. oppure mi ero stancato di quello che facevo all'epoca, o avevo solo voglia di sminuire il mio processo o il mio sistema... come gettare apposta un bullone in un ingranaggio per vedere che succede - come sa adattarsi il tuo lavoro... penso di considerare un po' così la mostra da Marconi. faccio i miei soliti lavori, ma li lascio agire in modo diverso, non rigoroso o inflessibile come erano forse i quadri neri da Portikus. c'è qualcosa di un po' vulnerabile, vacillante - mi auguro che ne nasca qualcosa di buono.


T.J. Wilcox, Hadrian and Antinous, 2000
courtesy: Galleria Raffaellla Cortese, Milan

29 dic 2008, 19:31 Wade: l'altra sera ho incontrato Ellsworth Kelly e ho visto una bellissima stanza con il suo lavoro al museo privato Glenstone... forse con questi quadri a colori sto solo elaborando la mia fissa per lui. è un tipo fantastico, davvero eccezionale.

29 dic 2008, 22:00 T. J.: che super T. J.: scusa, falsa partenza T. J.: che fortuna incontrare Mr Kelly - è chiaro che sei fissato con lui - quando ho visto i quadri nuovi nel tuo studio abbiamo parlato del suo lavoro - e adesso lo hai incontrato di persona! io abito vicino a Cecily Brown e l'altro giorno abbiamo diviso un taxi - mentre scendevamo mi ha preso un braccio e ha detto "oh dio, guarda là - c'è Robert Ryman. vive da queste parti e ogni volta che lo vedo penso che sia un giorno epocale". meno male che non sono l'unico ad avere questa adorazione un po' infantile per
gli artisti. ricordo di aver incontrato Jasper Johns in un piccolo ritrovo informale - anche lui è magnetico e affascinante e non riuscivo a credere di essere davvero lì a parlare con lui.

29 dic 2008, 22:26 T.J.: 2 cose su quello che hai detto. l'altro giorno ti descrivevo i miei nuovi disegni, siccome non li hai ancora visti. sono collage di varie dimensioni, con soggetti tratti dal nuovo film, come ho già fatto in passato, ma ho iniziato a stampare le immagini su acetato - in questo modo i disegni sembrano fotogrammi giganti. le immagini sono lucide e sgargianti ma sto usando inchiostri leggermente trasparenti così la luce filtra e illumina il lavoro. sono come film in miniatura - o film in un singolo fotogramma. la ragione per cui te ne parloè che, come per i tuoi quadri rossi, non ho mai esposto niente di simile prima - e mi sembra interessante che usiamo Milano come un luogo in cui complicare la nostra pratica artistica - più interessante che ripescare qualche vecchio pezzo dagli angoli dei nostri studi. T.J.: l'altra cosa di cui volevo parlare è che realizzando questo lavoro ho notato la sua evoluzione da una gamma molto ristretta di bianco e nero con qualche tocco un po' di oro e un po' di blu. insomma, nel corso del lavoro, i disegni sono diventati sempre più vivaci, fino all'ultimo (che ho finito proprio adesso). sono rimasto un po' sconcertato di lavorare con tanti colori... ma sarebbe bizzarro se fossimo troppo rigorosi e non ci azzardassimo ad aprire quella porta... comunque, non vedo l'ora di vederti in versione rossA(anche se per il dopo-nero non hai scelto proprio un colore da carta da parati... quando passi al malva fammi uno squillo). T.J.: sono le 22:37 e sto uscendo dallo studio. per ragioni di scadenze non posso fare altri disegni per l'Italia - dopodomani tornerò a montare a tempo pieno.

30 dic 2008, 14:25 Wade: dubito che i miei quadri rossi saranno asciutti in tempo per Milano. dovrò mettere da parte questa possibilità. troppi strati di inchiostro, e poi non mi soddisfano

31 dic 2008, 18:15 T.J. : buon anno wade! siamo felicemente sepolti dalla neve a Orient... sei stato in montagna? in ogni caso spero che stanotte tu ti diverta e dimentichi per un attimo le nostre scadenze. secondo me i nuovi quadri colorati sono molto belli, non vedo l'ora di vedere loro e te.

2 gen 2009, 14:26 PM T. J.: ola, come va?

2 gen 2009, 14:40 Wade: mi dispiace, ero in montagna. non c'era rete

3 gen 2009, 14:21 T. J.: ho avuto appena il tempo di pensare a domani, ci potremmo vedere verso le 3 se x te va bene. hai bisogno di aiuto per il download?

4 gen 2009, 13:45 PM T. J.: ciao, sono partito tardi - ora sono x la strada - forse arrivo alle 3 ma meglio fare alle 3 e mezzo. se ti va, mi faccio lasciare al tuo studio da Todd (immagino ke con "da te" intendessi lo studio, non il tuo appartamento)
Wade: xfetto. ti aspetto qui.

4 gen 2009, 14:35 Wade: brutte notizie. l'applicazione non funziona. ho tentato di esportare la conversazione ma non so perché escono solo i nostri vecchi sms fino a metà nov. Penso ci sia un problema con gli aggiornamenti del software con itunes o OSX Wade: se guardo l'insieme dei miei vecchi quadri, capisco che in certi punti c'è un'alterazione della qualità della stampa o qualche brusco cambiamento nell'immagine e questo è sempre dovuto agli aggiornamenti del software. continuo a dimenticarmi di non fare l'update, che crea sempre dei casini a un certo punto avevo un laptop che serviva solo ad azionare la stampante e aveva un sistema operativo vecchissimo (10.3) e un vecchio driver bc: era l'unico modo perché i quadri riuscissero come volevo. poi quel computer me l'hanno rubato e sembrava ridicolo cercare di tornare artificialmente a un sistema più primitivo.

4 gen 2009, 14:55 Wade: ho un ricordo divertente di un paio d'anni fa quando hai comprato la Epson 9800 e sono venuto da te per aiutarti a installarla. ricordo di essere rimasto sconvolto dal computer che usavi - non ricordo il modello ma sembrava decrepito tra l'altro non avevi photoshop né altri programmi di editing - facevi tutte quelle stampe con l'anteprima e basta! poi le usavi per i tuoi film o i collage, mi sembrava una pazzia - non ho mai pensato che quella tecnologia dell'anteguerra potesse essere una parte integrante del tuo lavoro. fico.

4 gen 2009, 14:58 T. J.: mi piace sempre provare a usare un misto di tecnologia nuova e antica - infatti sto meditando se venire al tuo studio in macchina o in calesse.

4 gen 2009, 15:00 Wade: ahia. temo che dovremo trascrivere tutto a mano

4 gen 2009, 15:30 T. J.: no problem, ho portato la penna e il calamaio.
(01/08)

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